Campagna Sabina http://campagnasabina.it Cibo | Turismo | Cultura Fri, 09 Nov 2018 12:50:33 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.10 Il Messaggero: “Rieti, nasce la rete degli ecoristoranti” http://campagnasabina.it/il-messaggero-rieti-nasce-la-rete-degli-ecoristoranti/ http://campagnasabina.it/il-messaggero-rieti-nasce-la-rete-degli-ecoristoranti/#respond Wed, 18 Apr 2018 13:33:21 +0000 http://campagnasabina.it/?p=2891
Ecoristoranti
RIETI – E’ stata presentata oggi a Rieti la nuova rete dei ristoratori cittadini che sono entrati a far parte del progetto nazionale Ecoristoranti.
Promosso da Asm Rieti e Comune di Rieti, il progetto per la promozione del network di ristoratori ecosostenibili ha visto l’adesione di 12 attività ristorative che hanno deciso di valorizzare la loro attività con un impegno concreto nei confronti dell’ambiente e una maggiore attenzione agli sprechi alimentari.
L’attività è stata finanziata da Asm Rieti grazie all’aggiudicazione del bando nazionale Anci-Conai sulla comunicazione.
Alla presentazione, che si è svolta presso la sala del Consiglio comunale di Rieti, erano presenti il
ViceSindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi ed il Presidente di Asm Rieti, Alessio Ciacci che hanno consegnato gli attestati ai ristoratori intervenuti. Presente, inoltre, Fabio Papa e Daniela Leone della Cooperativa Erica, società di comunicazione che gestisce la rete a livello nazionale, nonché Maurizio Nati dell’Ufficio comunicazione di Asm Rieti.
“Questa iniziativa – dichiara l’assessore alle attività produttive e turismo Daniele Sinibaldi – a supporto della creazione di strumenti di rete è uno strumento che abbiamo avviato per contribuire ad una promozione turistica del nostro territorio che passi anche attraverso l’attenzione alle tematiche ambientali. Ci auguriamo che la rete degli Ecoristoranti si consolidi e cresca in tutta la città diventando un ulteriore attrattore per le attività del nostro territorio; noi per quanto ci compete continueremo a supportare e stimolare le imprese alla creazione di processi di rete e di
sinergie.”“La rete degli Ecoristoranti – dichiara Alessio Ciacci, Presidente Asm Rieti – rappresenta uno strumento importante sia per la promozione della sostenibilità ambientale che per la riduzione della produzione di rifiuti, considerata
una priorità a livello europeo. Siamo orgogliosi di contribuire a questo percorso e di esserci aggiudicati il finanziamento del progetto a livello nazionale. Rieti non è solo il primo capoluogo del Lazio per livelli di raccolte differenziate ma anche il primo capoluogo ad avviare una efficace politica di riduzione dei rifiuti.”
L’ accordo stipulato dai ristoratori per aderire alla rete Ecoristoranti prevede il loro impegno nella
promozione dell’asporto delle pietanze non consumate dal cliente, l’utilizzo di tovaglioli in stoffa, dell’acqua in brocca, la preferenza per prodotti con meno imballaggi, la differenziazione dei propri rifiuti e il compostaggio. In cambio il ristoratore potrà esporre la vetrofania che conferma l’adesione alla rete, sarà presente sui canali social (Facebook e Instagram) della rete, potrà risparmiare su forniture, tempo e spazio. All’adesione i ristoratori hanno ricevuto un kit composto dalla vetrofania, l’attestato di adesione, un banner-espositore da collocare nei pressi della cassa e riceveranno nelle prossime settimane delle Doggy Bag, contenitori che possono essere utilizzati per il trasporto di cibi non consumati, ma ancora edibili.

Di seguito l’elenco completo dei ristoratori:

Cantina Centro Italia
La Corte
La Taverna dei Fabri
Il Coccio
Agriturismo Papaveri e Papere
Le Tre Porte
Arco del Seminario
Depero club
Trattoria dal Conte Max
Pane, Vino e Arrosticino
La Foresta
L’altra VistaPresente all’iniziativa anche l’associazione italiana cuochi tramite il Presidente Elia Grillotti con cui Comune ed Asm hanno gettato le basi per un protocollo d’intesa che punti a estendere ulteriormente la rete e sensibilizzare molte delle altre attività legate al mondo della ristorazione.
Il network degli Ecoristoranti vede la luce nel 2012, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei rifiuti, grazie ad un progetto proposto dalla Cooperativa Erica in Piemonte.
Ad oggi sono più di 150 i ristoratori presenti in una rete che è in continua espansione. Per ulteriori informazioni e
per scoprire come aderire alla rete Ecoristoranti: www.ecoristoranti.it, www.asmrieti.

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Il Messaggero: Rieti, “Piccoli assaggi di Vangelo” con don Mariano Pappalardo http://campagnasabina.it/il-messaggero-rieti-piccoli-assaggi-di-vangelo-con-don-mariano-pappalardo/ http://campagnasabina.it/il-messaggero-rieti-piccoli-assaggi-di-vangelo-con-don-mariano-pappalardo/#respond Wed, 15 Nov 2017 14:06:50 +0000 http://campagnasabina.it/?p=2910
Don Mariano Pappalardo
di Daniela Melone
RIETI -Parlare di Vangelo tra prosciutti, caciotte, olii, vini e birre, forse a Rieti non era mai accaduto. “Eppure molti episodi significativi della vita di Gesù avvengono attorno ad una mensa” ricorda padre Mariano Pappalardo, direttore dell’Ufficio Evangelizzazione e Catechesi della Diocesi di Rieti, che propone l’iniziativa “Gustare la Parola: piccoli assaggi di Vangelo”.
Papa Francesco parla spesso della necessità di una chiesa in uscita. Per dare concretezza alle parole del pontefice, la cornice dell’iniziativa non sarà una chiesa, ma il locale “Le tre Porte” in via della Verdura.
“Vogliamo che la Parola esca dal Tempio per incontrare le persone là dove si trovano, per le vie della città” spiega padre Mariano. Si comincia questo mercoledì 15 novembre alle 18 e poi ogni terzo mercoledì del mese.
“Il vangelo ha un sapore intenso, davvero buono, come i prodotti di eccellenza del nostro territorio – aggiunge padre Mariano – Una speranza porto nel cuore, che tanta gente si accorga che il Vangelo è un prodotto di eccellenza e per molto tempo ha dato sapore a questa nostra terra, oggi rischia invece di essere dimenticato”.
“Vogliamo aiutare tutti ad andare alle sorgenti, alla fonte della fede cristiana. Ci lasceremo provocare da piccoli assaggi di vangelo, cercheremo di gustare la Parola, ci lasceremo scrutare da essa, e forse potremo anche cogliere piccoli germi di vita per ridare vigore alla nostra esistenza, per mettere amore nei nostri cuori che spesso vivono un’urgenza umanitaria”.
Gli incontri sono aperti a tutti, in modo particolare a coloro che hanno smesso di frequentare le chiese o forse non lo hanno mai fatto. “Credenti e non credenti vogliamo incontrarci su un terreno comune, quello della ricerca di un senso pieno da regalare alla nostra vita”. Sarà possibile ascoltare musica, confrontarsi con brani di letteratura o opere d’arte, dialogare in un ambiente sereno e accogliente. Chi desidera potrà approfittarne anche per un apericena. Non ci sarà una predica “dal pulpito”, ma la condivisione di esperienze. Per informazioni 333-7979971.
Fonte: https://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_vangelo_pappalardo_curia-3368599.html
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Corriere della Sera: “Lazio: viaggio da Rieti ad Accumoli, tra piccoli produttori ed eccellenze gastronomiche” http://campagnasabina.it/corriere-della-sera-lazio-viaggio-da-rieti-ad-accumoli-tra-piccoli-produttori-ed-eccellenze-gastronomiche/ http://campagnasabina.it/corriere-della-sera-lazio-viaggio-da-rieti-ad-accumoli-tra-piccoli-produttori-ed-eccellenze-gastronomiche/#respond Thu, 26 Oct 2017 13:49:09 +0000 http://campagnasabina.it/?p=2906

Il viaggio di DOVE nelle zone colpite dal terremoto tocca, questo mese, la provincia di Rieti. L’itinerario parte dal capoluogo e corre lungo la Via Salaria. Per ascoltare le storie di chi non si arrende

La Via Salaria è antica quanto Roma. Come spiega il nome, era la strada destinata al trasporto del sale, dal Mare Adriatico per i popoli che guardavano il versante orientale dell’Appennino, dal Tirreno per quelli della bassa Sabina. Partiva dalla capitale e si addentrava nell’entroterra: Rieti era la prima meta importante lungo il cammino. Capoluogo di quella parte del Lazio chiamata Sabina, la città è da sempre considerata il centro geografico del Bel Paese,“l’ombelico d’Italia”, come testimonia il monumento circolare in piazza San Rufo. I reatini lo chiamano caciotta o caciottone, a dimostrazione anche dello stretto legame con l’enogastronomia instauratosi nel tempo. Rieti offre un excursus nella storia, dall’epoca romana al Rinascimento, e in poco più di mezz’ora si possono ammirare il Palazzo comunale, quello del governo, la Cattedrale, la sede vescovile e il teatro Flavio Vespasiano. Immancabile la sosta lungo il Ponte Romano (monumento nazionale) con vista sul monte Terminillo e sul fiume Velino, che costeggia la città.

A due passi da qui, in via della Verdura, sorge l’ultima reazione agli effetti generati dal sisma del 2016. È Le Tre Porte, nuovo spazio enogastronomico e culturale, gestito dalla cooperativa sociale Campagna Sabina: 600 metri quadrati su due piani con “il campo di gusto”, lo spazio-mercato dedicato alle eccellenze dei piccoli produttori dell’intera provincia, la caffetteria, una libreria tematica, e, al primo piano, l’osteria Reati di Gola, con cucina rigorosamente tipica. Definirlo un “luogo gourmet” è limitativo. Le Tre Porte rappresenta molto di più, come illustra Laura Ciacci, consigliere nazionale di Slow Food e presidente della cooperativa: “Nessuno pensa che qui si ricostruirà in breve tempo; siamo tutti consapevoli che saranno necessari anni, quindi sarà molto dura e il rischio dello spopolamento di queste zone c’è. Però allo stesso tempo sono tante le iniziative e i progetti che hanno portato a una nuova e diversa unione tra le persone. Tre Porte è uno di questi. A Cittareale, per esempio, è nata Ri-scossa, la prima cooperativa di comunità del Lazio; a Borbona e Posta, Terre Attive, impegnata sulla riqualificazione sociale, urbanistica e ambientale; a Rieti abbiamo creato la cooperativa sociale Campagna Sabina per mettere insieme il paniere di tutti i prodotti del territorio, collegato alla distribuzione a domicilio su Roma e all’e-commerce”.
Lungo le stradine di Rieti vale la pena di programmare alcune tappe gustose: al caffè Faraglia, per una tazzina delle migliori miscele (v.le Matteucci 86-88-90); alla Cioccolateria Napoleone, per gustare il sabino, cioccolatino con l’olio d’oliva (piazza Oberdan 75); all’osteria Da Antonietta, che serve i migliori pizzicotti con sugo di castrato della zona (via San Rufo 12).

Se si continua a percorrere la Salaria è possibile scorgere alcuni luoghi – in parte abbandonati – che compongono un paesaggio medievale di città perdute e borghi fantasma: tra loro spuntano Antuni, con le rovine circondate dal suggestivo Lago di Turano, e l’austera fortificazione medievale di Rocchettine. Giunti ad Antrodoco, a una ventina di chilometri da Rieti, ci si immerge nelle sue tradizioni gastronomiche: qui il sisma ha provocato uno svuotamento momentaneo, creando notevoli difficoltà tra artigiani e commercianti (come del resto negli altri paesi vicini), ma anche in questo caso il gusto del buono sembra aver avuto la meglio, come dimostra la giovane artigiana Cristina Costanzi, produttrice di squisite marmellate, composte, liquori della tradizione. Bisogna conoscere queste prelibatezze e provare i piatti nella sua osteria Ianus. Antrodoco è conosciuta anche per il marrone, una castagna particolarmente dolce e corposa.

Si prosegue in direzione Amatrice con una sosta a Cittareale, dettata da due realtà produttive degne di nota: il birrificio Alta Quota, dove Claudio Lorenzini produce le sue birre con il farro coltivato in loco, e l’azienda agricola bio Melamille di Andrea Feliciangeli, che a 18 anni ha deciso di occuparsi del recupero delle antiche varietà di mele con cui oggi produce marmellate.
Amatrice è stata purtroppo duramente segnata dal terremoto, ma le genti di questo posto meritano una visita e un sostegno concreto. Non c’è rischio di perdersi: basta chiedere di Ernesto Berardi e del tendone da circo. All’esterno del suo ristorante, Villaggio Scoiattolo, ora inagibile, si erge una vera e propria struttura circense. Qui la famiglia Berardi (già produttrice di salumi da capogiro, come la mortadella di Campotosto, presidio Slow Food) ha svolto un ruolo importantissimo per la comunità, ricreando il ristorante. La carbonara o l’amatriciana (con il guanciale di casa) sono quelle di tutti i giorni, squisite e veraci.
L’ultima tappa è alla cooperativa Rinascita 78 di Illica (frazione della disastrata Accumoli): qui sono riusciti a mantenere viva la produzione dei loro fantastici pecorini. Visitare il caseificio vuol dire assaggiare un ottimo formaggio e riconoscere ai produttori forza e coraggio unici.
Fonte: https://viaggi.corriere.it/viaggi/weekend/lazio-rieti-accumoli-gastronomia/
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Il Giornale di Rieti: «Campagna Sabina», ne parliamo con Laura Ciacci http://campagnasabina.it/il-giornale-di-rieti-campagna-sabina-ne-parliamo-con-laura-ciacci/ http://campagnasabina.it/il-giornale-di-rieti-campagna-sabina-ne-parliamo-con-laura-ciacci/#respond Sun, 15 Oct 2017 13:39:36 +0000 http://campagnasabina.it/?p=2895 Laura Ciacci (foto dal web)
Laura Ciacci (foto dal web)
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«Campagna Sabina» e «Le tre porte»: quando l’ambizione di creare sviluppo promuovendo la solidarietà e la convivialità fa impresa

di Rosella Vivio
domenica 15 ottobre 2017 – 21:18
«C’è nei sogni, specialmente in quelli generosi, una qualità impulsiva e compromettente che spesso travolge anche coloro che vorrebbero mantenerli confinati nel limbo innocuo della più inerte fantasia». Il pensiero è di Moravia si adatta a chi ha dato vita a un’ impresa economico- lavorativo-culturale che ha del temerario, considerando il luogo (Rieti) e il tempo (crisi, burocrazia da impero prussiano, credito bancario risicato)  in cui è stata concepita e realizzata. Parlo del  “Tre porte”, un luogo situato nella storica e centrale “Via della Verdura”, dove le eccellenze del territorio fanno mostra di sé a chi superi le tre soglie d’accesso, turisti o locali che siano.

Ho usato un generico “luogo” perché il “Tre Porte” è molto di più di un negozio, ristorante, centro commerciale, caffetteria, bar e simili, nati per l’unico scopo di trarre reddito dall’impresa. A monte del progetto da cui è nata l’impresa c’è un sogno di Laura Ciacci, fiduciaria della condotta Slow Food di Rieti e di suo marito Edoardo Isnenghi, biologo esperto di genetica responsabile del presidio di Slow Food della lenticchia di Rascino: dare ai produttori locali, custodi  delle biodiversità e dell’identità agroalimentare della Sabina, il supporto  per continuare ad esistere.

Per dirla con una metafora, l’intento è stato quello di dare una fionda a tanti piccoli Davide nella sfida contro Golia, ovvero il mercato delle anonime produzioni  industriali.  In tanti hanno accettato di lasciarsi “travolgere” e da questo è nata la cooperativa “Campagna Sabina”. Tanti, si spera, si aggiungeranno nel tempo.

Voglio partire da un post di Facebook di Antonio Sacco, noto conduttore di trasmissioni in emittenti locali, col quale invitava i giovani ad “essere ambiziosi” e a  non accontentarsi di lavori di bassa qualità, come quello di magazziniere in Amazon. Quanta ambizione è servita, anche ai meno giovani, per investire tempo, impegno e fatica alla realizzazione di un progetto che può apparire minimo temerario?

Dietro l’ambizione c’è sempre un progetto di vita, il voler mettere a frutto un patrimonio di conoscenza e di esperienza. In questo caso c’era il sogno di realizzare qualcosa il cui beneficio fosse allargato. Occuparsi non solo di se stessi dà grande forza. Credo che Antonio invitasse i giovani a darsi una prospettiva di vita  e di futuro che comprenda anche il destino della comunità di cui fanno parte.

Il mio commento è stato che l’ambizione ha bisogno di un luogo, e di una comunità, che rendano non velleitari i propositi, trasformando in fuga o in fallimento l’intraprendenza.

Certo. Il mondo adulto, la politica, gli amministratori dovrebbero avere come impegno primario quello di creare le condizioni perché l’ambizione e i talenti delle nuove generazioni possano dare frutti dove si nasce e si vuole vivere.

Come è nata l’idea di dar vita alla cooperativa “Campagna Sabina” e di “Le tre porte”?

Come sai noi, Edoardo ed io, non nasciamo sabini. Veniamo dalla Lombardia e dal bergamasco. Ci siamo fatti adottare da una terra magnifica dove ci siamo trasferiti nel 2001. Quello che abbiamo avvertito subito era la domanda che veniva dai produttori  del  territorio di  iniziative che sapessero valorizzare il paniere dei prodotti locali. Da questo è nato il progetto, condiviso con altri amici, di un luogo dove si potessero conoscere, gustare, apprezzare, le tante, davvero tante e straordinarie, produzioni locali.

Quanto ha inciso in questa scelta la tua esperienza in WWF nazionale e poi in Slow Food? Per sentire un bisogno serve un udito sensibilizzato all’ascolto.

Ha inciso molto, certo. È di Slow Food la filosofia di uno sviluppo basato sull’idea che sono le micro-economie delle comunità locali le uniche in grado di rispettare gli ecosistemi e la salute mentre creano sviluppo e che solo promuovendo la solidarietà e la convivialità potremo affrontare le sfide della mondializzazione e aiutare a crescere l’economia. La Sabina ha le sue potenzialità nel cibo, l’agricoltura, la tradizione, l’artigianato. Per aiutare questo prezioso patrimonio bisogna dare aiuto al produttore, non più in grado di contare su famiglie numerose e impossibilitato a seguire tutto il processo che va dalla produzione alla messa sul mercato. Aiutarlo anche a vedersi riconosciuto il diritto al giusto compenso.

Non sono cose nuove. Ormai da tanto si parla di economia territoriale fondata sulle tipicità locali.

No, la teoria non è nuova. Di nuovo c’è che noi stiamo cercando finalmente di metterla in pratica.

Quali sono esattamente le difficoltà che oggi incontra un piccolo produttore?

 Infinite… La difficoltà più grande è farsi conoscere, promuovere i prodotti, entrare nel mercato. Nel nostro territorio, a differenza di altri paesi del sud Italia, un produttore può contare spesso solo sulle sue forze, non avendo a disposizione una famiglia allargata. Forze che con l’età vanno a indebolirsi. E al di là della visione romantica del ritorno all’agricoltura, la fatica che c’è dietro è tanta. Per non parlare del carico della tassazione e della burocrazia. Tanti fattori fanno si che il reddito spesso  non riesce  a compensare la fatica e l’impegno spesi. Tanti piccoli produttori si sentono abbandonati e sono al limite della sussistenza perché il guadagno è al di sotto dei costi. Il “ non ce la faccio più” diventa una dichiarazione di sconforto sempre più frequente.

Il rischio è che la biodiversità, ricchezza della Sabina, finisca per morire.

Sì. L’unico modo per evitarlo è rifarsi a esperienze nazionali e internazionali di successo grazie alla capacità di mettere insieme le energie, di condividere il lavoro,  di saper ottimizzare la capacità di promozione del singolo prodotto e insieme del territorio.

C’è un modello a cui vi siete rifatti?

Il nostro modello è stato Eataly,  un luogo affascinante, dove trovare tutti i prodotti. Prodotti raccontati, da conoscere, comprare e gustare a qualsiasi ora del giorno.

Chi deve temervi? Di chi siete concorrenti a Rieti?

Di nessuno. Noi crediamo che ce ne sia per tutti e che la concorrenza faccia bene a tutti. Più offerta ha un territorio, più diventa attrattivo. Più una città è piena di vita, maggiore è la voglia di visitarla. Più attività ci sono nel centro storico, più si ha piacere di frequentarlo.

Avete messo in piedi un’impresa decisamente ambiziosa, proprio perché vuole incidere su una caratteristica locale che a mio vedere ha sempre frenato la crescita ed è la diffidenza e l’incapacità a collaborare. Il non vedere nel successo di una iniziativa di qualcuno un vantaggio collettivo. Lo scrivo da anni ormai. L’idea che l’unione fa la forza non appartiene alla nostra cultura alquanto individualista.

Lo so, ma bisogna provarci. Noi ci stiamo provando. Chiediamo solo a chi vuole contribuire al successo di un modello economico di impresa sociale e di “ benefit corporation” (aziende no profit che non si limitano al profitto, ma pensano ad allargare i benefici alla collettività, reinvestendo gli utili sul territorio)  di partecipare al sogno di fare di Rieti un centro di produzione di eccellenza dove si sceglie di vivere. La nostra cooperativa è inclusiva, aperta a chiunque abbia voglia di dare un contributo al progetto.  Un progetto, ripeto, che ha a cuore l’intera collettività.

Da anni si parla di turismo. Forse avete trovato il famoso volano per attrarre visitatori.

Credo sia l’unico. Con i produttori della lenticchia di Rascino siamo stati a Roviano, vicino Tivoli. Dopo aver assaggiato le lenticchie, saputo che erano un prodotto tipico originario di una piana di pregio ambientale che non conoscevano,  abbiamo ricevuto tante domande su dove pernottare e mangiare per un weekend. E’ così che si fa ricchezza per la ristorazione, per chi fa ospitalità alberghiera, per i negozianti.

Quali difficoltà state incontrando ? Se ne state incontrando

Quelle di chiunque faccia impresa. La principale è la burocrazia. Segue il rispetto delle norme, troppe,  e l’accesso al credito.  La nostra cooperativa è intergenerazionale. Oltre a giovani ne fanno parte persone over quaranta e sessanta, con esperienze professionali solide, solide competenze e altrettanto solide reti interpersonali. Senza queste caratteristiche e senza l’aiuto di conoscenti e amici non ce l’avremmo fatta.

A proposito di giovani, mi capita di sentire lamentare la difficoltà di trovarne preparati e con la voglia di lavorare sodo.

È un problema che ho sperimentato. Non è colpa dei giovani, ma di una cultura generale, compresa la scuola, che non li prepara alla transizione dallo studio al lavoro e alla fatica. Il lavoro da sempre contiene fatica, oltre la soddisfazione di bisogni.  Altro problema serio sono stati i consulenti. Ai loro errori, vale non solo per noi,  si deve spesso  l’innalzamento di costi e di tempi. Invece, dobbiamo riconoscere alle istituzioni. Asl, Comune, Genio Civile un grande impegno e disponibilità ad aiutarci.

 

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L’Università della Montagna ha scelto Rieti per il suo Summer Camp http://campagnasabina.it/luniversita-della-montagna-ha-scelto-rieti-per-il-suo-summer-camp/ http://campagnasabina.it/luniversita-della-montagna-ha-scelto-rieti-per-il-suo-summer-camp/#respond Wed, 21 Jun 2017 14:21:22 +0000 http://campagnasabina.it/?p=2913 Da martedì 20 Giugno oltre cinquanta persone, tra studenti e docenti del centro Universitario d’Eccellenza “Università della Montagna“ – sede decentrata a Edolo (BS) dell’Università degli Studi di Milano – avranno l’opportunità di vivere il territorio reatino per conoscerne natura, peculiarità produttive e cultura.

Il Monte Terminillo e l’altopiano reatino sono stati infatti scelti come sede del Summer Camp dall’innovativo centro di formazione e di ricerca, specializzato nello studio e nell’analisi delle complessità del territorio montano, nato all’interno dell’Università degli Studi di Milano.

Una visita tecnica che anticipa nel migliore dei modi le attività del progetto Italian Mountain Lab proposto  e coordinato dall’Università della Montagna – sede di Edolo dell’Università degli Studi di Milano –e approvato dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, CIPE sul Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR) del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, progetto che prevede  di implementare le attività di ricerca, formazione e networking per la montagna in collaborazione con l’Università degli Studi della Tuscia e l’Università degli Studi del Piemonte Orientale, al fine di promuovere la  costruzione di una piattaforma accademica nazionale per lo sviluppo dei territori montani dialogante con enti ed istituzioni nazionali ed internazionali” afferma la Prof.ssa Anna Giorgi dell’Università della Montagna.

Ad accompagnare studenti e docenti ci sarà Next Rieti, Associazione nata con l’obiettivo di favorire lo sviluppo sostenibile del territorio reatino e da tempo impegnata nella sua mappatura e nell’analisi delle sue peculiarità.

Il primo giorno del programma, martedì 20 Giugno, prevede un percorso di osservazione dedicato alla “Montagna in difficoltà” e alle sue prospettive di sviluppo. Seguirà l’escursione in vetta del monte Terminillo, con accompagnatori e guide del CAI Lazio (con cui UNIMONT ha recentemente sottoscritto un protocollo d’intesa), e una cena al Rifugio “Angelo Sebastiani”, da poco rinnovato. Gli ospiti alloggeranno presso il Centro Appenninico “Carlo Jucci”.

La giornata di mercoledì, 21 Giugno, invece, sposterà il Summer Camp UNIMONT alla Riserva Laghi Lungo e Ripasottile con escursione alle Sorgenti e al molino Santa Susanna. L’esperienza naturalistica è qui che si fonderà con la produttività reatina e la visita alle aziende del territorio, tra l’allevamento di trote e i caseifici locali. Rieti città, sarà tappa conclusiva di questo percorso: negli spazi de “Le Tre Porte” un ospite d’eccezione, il Prof. Scott Mensing dell’Università del Nevada (Stati Uniti), condividerà in anteprima i risultati di una ricerca condotta sul bacino della Piana Reatina e frutto della collaborazione internazionale con l’Università della Tuscia.

Inizierà nel pomeriggio per proseguire nella mattinata di giovedì, 22 Giugno, presso l’azienda agricola Turalù, l’incontro con la community di studenti e docenti del Corso di Laurea in Scienze della Montagna dell’Università degli Studi della Tuscia, presieduto dal Prof. Bartolomeo Schirone, che ha contribuito attivamente alla realizzazione di questo programma. Rientro ad Edolo previsto per venerdì, 23 Giugno, ma non prima di fare un salto nella Sabina reatina.

Fonte: http://www.unimontagna.it/lsummer-camp-territorio-reatino/

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