Il metodo

L’APPROCCIO AL BENE COMUNE, per contarsi e contare a tutti i livelli

Crediamo che per essere felici, per stare bene, dobbiamo costruire beni comuni ed occuparci dei beni comuni esistenti.

La nostra cooperativa sociale di comunità ha adottato il “comune” come modo di produzione, raccontando un altro modo di stare insieme, un altro modo di produrre relazioni sociali (non è una questione di quantità ma di qualità delle relazioni). Interpretiamo quindi la proprietà (in questo caso quella privata, agendo nel sociale ma come realtà di associativa di cittadini, quindi privati, ma vale anche per quella pubblica) in un altro modo. A nuovi modi di relazione è necessario che corrispondano nuovi rapporti di produzione, nuovi rapporti di proprietà.

L’azione e la cura collettiva fa emergere la qualità dell’ essere-in-comune di determinati beni; in tal modo essi vengono determinati come beni comuni. I beni comuni non sono predeterminati ma sono creati dall’azione collettiva. I beni comuni sono quei beni che vengono individuati come necessari per realizzare diritti e bisogni fondamentali.

La collettività è forza propulsiva capace di trasformare l’urbano e di sottrarre spazi alla subalternità che questi hanno rispetto al mercato: questi processi generano affezione ed attaccamento degli individui e dei gruppi ai luoghi.

Vogliamo creare legami affettivi attraverso la cultura.

LA CREAZIONE DI UNA COMUNITA’ PATRIMONIALE A LIVELLO CULTURALE

Il Parlamento Italiano ha approvato la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul “valore sociale del patrimonio culturale materiale e immateriale”, LG 133/2020, la Convenzione di Faro che riconosce le Comunità Patrimoniali. Esse avviano processi virtuosi di valorizzazione e salvaguardia, condivisa e partecipata, con tutti coloro che hanno responsabilità e passione per il medesimo patrimonio, materiale o immateriale. La Piattaforma della Convenzione di Faro sviluppa la capacità di fare squadra a livello locale, per contarsi e contare a tutti i livelli, valorizzando quindi la costituzione di Comunità Patrimoniali: un insieme di persone che attribuiscono valore a tratti particolari ed identificativi del patrimonio culturale che ritengono rilevanti e si impegnano, nel quadro di un’azione pubblica, a sostenere e trasmettere i contenuti e le espressioni patrimoniali alle generazioni future. In questo vi è il valore della diversità culturale e il senso dei luoghi come presidio nei confronti di una crescente standardizzazione culturale. Si punta sul dialogo, la qualità della vita, la coesione, la concettualizzazione dei territori come luoghi di incontro tra culture e per tutti gli attori sociali in campo, il senso di responsabilità e inclusività.

LA CREAZIONE DI BENI COMUNI

Identifichiamo e costruiamo luoghi che acquistano un senso per la comunità, facendoli diventare beni comuni.

Sono infatti beni il cui sfruttamento è possibile da parte di una collettività, cioè che il godimento da parte di un individuo di questa collettività non pregiudica l’esclusione degli altri, e non si impongono barriere come il pagamento di un prezzo per il consumo.

Sono funzionali al benessere individuale e collettivo.

Da qui nasce l’esigenza di garantirne la sopravvivenza, la conservazione, la possibilità di consentirne la fruibilità ad altri, per una convenienza che va oltre l’interesse personale, diventando questi beni “strumentalmente collegati alla realizzazione degli interessi di tutti i cittadini”.  E’ necessario un capitale sociale su cui basarsi, ovvero di reti tra soggetti che si conoscono ma soprattutto si riconoscono nella collaborazione e nella reciprocità che dà poi vita ad ulteriori collaborazioni.

Creiamo spazi “pubblici” in cui si sviluppano dibattiti e scambi di idee su come il contesto in cui viviamo dovrebbe essere, facendo poi seguire azioni che nel concreto rendono pratiche le parole espresse nel dibattito.

CIBO BUONO PULITO E GIUSTO PER TUTTI

Promuoviamo la cultura del cibo “buono, pulito e giusto” del territorio reatino attraverso un modello di spesa responsabile e consumo sostenibile.

Il nostro scopo e quello di favorire la nascita e il diffondersi di un sistema integrato di attività e servizi che promuova e valorizzi la ricchezza delle risorse enogastronomiche locali, anche a livello culturale, con la volontà di contribuire alla nascita di un nuovo modello di sviluppo economico che non sottovaluti l’aspetto della tutela del territorio nel suo insieme, inteso come bene comune. 

Tutta la nostra filosofia è volta a:

valorizzare i produttori del territorio mostrandovi i loro volti e raccontandovi le loro storie;

integrare le filiere agroalimentari del territorio reatino, sviluppandone processi e tecnologie;

incentivare la collaborazione e la cooperazione tra i produttori primari e tutti gli altri attori, sino ai consumatori finali;

sviluppare progetti legati all’agricoltura e allo sviluppo locale, integrando anche nuove produzioni agricole, atte a completare l’offerta produttiva del territorio;

aggregare e coinvolgere piccoli produttori locali al fine di agevolare una distribuzione caratterizzata da una filiera corta e legata a criteri di sostenibilità e compatibilità ambientale;

migliorare i processi logistici e organizzativi attraverso la vendita e la consegna anche a domicilio di prodotti locali di qualità, fortemente identificati con il territorio della provincia di Rieti;

organizzare iniziative culturali, enogastronomiche, educative, etc.

    Campagna Sabina Società Cooperativa Sociale di Comunità

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    REA: RI-69229
    Albo nazionale delle cooperative: A231779 del 16/12/2013
    Albo nazionale delle cooperative sociali: 1061
    RUNTS: dal 21/3/2022 come cooperativa sociale onlus ed impresa sociale di diritto, numero di repertorio 4941, elenco permanente 5×1000

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